Lo sport è un linguaggio universale che unisce, ispira, trasforma. Dai quartieri periferici alle metropoli, si fa spesso veicolo di valori profondi: rispetto, collaborazione, uguaglianza. È lì che si costruiscono legami, si superano barriere. Celebrare il connubio tra sport e sociale significa riconoscere il suo potere di cambiare vite, una partita alla volta.
Con questo spirito ieri, lunedì 30 giugno, nel centro sportivo Levante Center 2.0 di Bari, si è svolto l’evento “Lo sport cura – Quando scendono in campo etica e benessere emotivo”, ideato da Carmen De Gironimo e promosso dall’associazione Emotional & More APS in collaborazione con SSD Levante Azzurro e con il patrocinio della FIGC e della FIDeSM, e con il supporto della LND Puglia e del CONI Puglia.

L’evento ha visto la presenza di tanti ospiti illustri, ognuno dei quali ha portato un messaggio profondo sull’importanza di fondere sport, emozione ed etica. In quest’ottica ha strappato applausi Felice Casini, segretario generale nazionale della FIDeSM, il cui intervento ha lasciato il segno, mostrando una visione concreta e umana dello sport che include, abbraccia, forma.
Parole toccanti anche da Michele Barbone, presidente onorario FIDeSM. A seguire, interventi forti e sentiti anche da Angelo Giliberto, presidente CONI Puglia, Antonello Quarto, FIGC SGS Puglia, e Pietro Petruzzelli, assessore al Comune di Bari.
A rappresentare i padroni di casa della SSD Levante Azzurro sono stati Raffaele Cesario e Domenico Lieggi, che hanno raccontato un modello sportivo basato su empatia, collaborazione e rispetto quotidiano.
A dare voce al corpo, i breaker della crew Last Alive, con un flash mob carico di energia, che ha fatto danzare il cuore prima ancora dei piedi. A moderare l’incontro, il giornalista Salvatore Petrarolo.
Un sentito ringraziamento anche al presidente del Settore Giovanile e Scolastico FIGC, Vito Tisci, per “esserci sempre” sebbene impegnato in una premiazione ufficiale, e alla presidente FIDeSM Laura Lunetta per i saluti e il sostegno condiviso.

Genitori, tecnici, bambini e ospiti si sono seduti insieme sull’erba, in cerchio. Hanno camminato mano nella mano verso il Muro dell’Etica, su cui hanno appeso parole come: Empatia, Fiducia, Rispetto, Gentilezza, Aggregazione, Abbraccio, Accoglienza.
“Abbiamo scelto questo campo non per comodità, ma per verità – ha commentato Carmen De Gironimo, presidente di Emotional & More APS – forse senza postazioni eleganti o nomi sui tavoli, ma con la certezza di poter portare in mezzo ai ragazzi corpo, cuore e anima. Non contano i numeri: se anche un solo bambino oggi ha donato un’emozione a un altro, allora nel mondo c’è già più etica. Questo è lo sport che vogliamo. Questa è la motivazione per cui noi di Emotional & More, attraverso lo sport, portiamo messaggi sociali importanti che arrivano dall’anima. Ed è bello avere accanto istituzioni che non sono rimaste dietro le quinte, ma sono scese in campo con noi”.